Ordine degli Psicologi della regione Abruzzo

#cittàdelfuturo: Intervista all'architetto Elisa Leoncini



Con il seminario "Vivere i luoghi delle catastrofi tra genius loci e ricostruzione", è entrato nel vivo il progetto #città del futuro che vede insieme gli Ordini regionali di Psicologi e Architetti con il gruppo di studio Psicoarch. A chiusura del convegno che si è tenuto all'Aquila, all'Università, interviene l'architetto Elisa Leoncini.

Architetto, come vede L’Aquila del futuro?
L’Aquila, così come altre città italiane, prendendo esempio da città in Europa per non allontanarci troppo da culture derivanti da passati simili, si trova per me nella condizione di poter applicare allo spazio urbano quanto appreso e derivante dalla rete. L’irruzione della quarta dimensione, quella digitale, nella vita quotidiana, sta stravolgendo la forma di abitare alla quale siamo tanto affezionati. Emergono nuovi modelli di Cittadinanza e noi cittadini ci muoviamo alla velocità della rete attraverso “territori intelligenti”. L’Aquila del futuro ma anche del presente, è l’esempio per applicare su scala urbana il concetto di Città Sensibile (Sentient City). Una città basata sull’interazione tecnologica e sociale dove conoscenza, azioni collettive e integrazione tra i cittadini e gli spazi sono potenziate dalle nuove possibilità offerte dall’ibridazione fisico-digitale.
Quale sarà l’apporto dei cittadini a questo progetto?
La nostra identità è composta da due dimensioni, presenziale e digitale. L’interazione di queste due dimensioni con l’ambiente in cui viviamo segue dinamiche piuttosto differenti. La dimensione presenziale è risultato condizionato dal luogo in cui ci troviamo e dalle persone che ci circondano, il cosiddetto “background”. La dimensione digitale è completamente separata dall’ambiente fisico e caratterizzata invece da una dimensione temporale in cui convivono passato e presente. L’identità digitale è somma delle azioni ed opinioni che amici, conoscenti, colleghi rendono pubbliche condividendole nella sfera digitale. La rete permette di sperimentare rapidamente processi di creazione collettiva capace di generare nuovi beni comuni che si collocano fuori dalle regole del mercato. Per fare un esempio basta ricordare il movimento degli indignados, in particolare a Madrid. Questo ha determinato importanti cambiamenti tra i quali, restando in ambito di architettura, l’attribuzione per la prima volta di uno dei più prestigiosi premi europei (European Prize for Urban Public Space) dedicato allo spazio pubblico ad un insolito progetto: l’accampata della Puerta del Sol. E’ notevole che un premio di architettura venga concesso ad una “occupazione” popolare di spazio pubblico. I cittadini hanno bisogno di partecipare al processo di progettazione degli spazi pubblici e devono essere informati sugli aspetti tecnici che contribuiscono alla ricostruzione della città. Bisogna fornire loro un’educazione tecnico-sociale che li metta in grado di identificarsi poi con il quartiere e a larga scala con la città. Sono necessari quindi questi processi aperti di riflessione perché generano preziose informazioni e il miglioramento delle relazioni fra i vicini di quartiere. Dobbiamo contribuire tutti a produrre l’identità locale e non utilizzare la città come semplice spazio di consumo fornitoci da politici, tecnici e architetti.
A conclusione della prima giornata di studi, quali sono le emergenze della città dell’Aquila?
Ad oggi trovo forte utilizzare la parola emergenza. Non credo si possa parlare di emergenze a 8 anni dal terremoto che ha colpito il capoluogo abruzzese. Stiamo vivendo un momento in cui i risultati sono scaturiti dal lavoro dei singoli tecnici e professionisti. La necessità che si avverte, motivo che ha spinto tecnici e psicologi ad unirsi e collaborare, è quella di permettere ai cittadini di comunicare e auto- organizzarsi gestendo e trasformando collettivamente lo spazio che abitano. Per fare in modo che ciò avvenga si ritiene necessaria la collaborazione tra le diverse figure professionali, tecnici, architetti, psicologi, sociologi, storici. La comunità intera dovrà essere lo strumento di rigenerazione urbana e quindi sociale.
Elisa Leoncini architetto progettista di spazi per i bambini e esperta in ristrutturazione di appartamenti e in studio di interni per locali commerciali e per la ristorazione.
Ordine degli Psicologi della regione Abruzzo

L'Aquila: Via G.Carducci 11 - 67100 - L'Aquila
Pescara: Via Lungaterno Sud, 65126 Pescara
Recapiti: Tel. 0862.401022 - Fax 0862.401337
Recapiti: Tel. 085 446 2930
email: segreteria@ordinepsicologiabruzzo.it
Pec: psicologi.abruzzo@pec.aruba.it
Partita iva 92012470677

Accedi

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.
Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy.
PIU' INFO