Ordine degli Psicologi della regione Abruzzo

I nuovi LEA: Intervista al Dott. David Lazzari



Sui nuovi paradigmi di cura integrata e nuovi LEA, argomento del convegno interregionale degli Ordini degli Psicologi di Abruzzo, Molise e Puglia, tenutosi a Termoli, sentiamo il parere dic, responsabile UOC Psicologia Azienda ospedaliera di Terni, Esecutivo CNOP, coordinatore della Task force LEA CNOP e Presidente dell'Ordine psicologi dell'Umbria.

La letteratura fornisce giudizi unanimi sul fatto che i trattamenti psicologici siano efficaci per un ampio spettro di patologie, non solo ad origine psicologica. La maggior parte dei pazienti trattati, registra un miglioramento clinicamente significativo, talvolta superiore a quello dei trattamenti farmacologici. Con i nuovi LEA in Psicologia, cosa cambia?
I nuovi LEA prevedono assistenza psicologica per un ampio numero di situazioni e problemi al punto che possiamo dire che lo Stato si è impegnato a garantire assistenza psicologica e psicoterapica per tutti i cittadini che ne hanno bisogno. A fronte, tuttavia, di questo importante riconoscimento, non vi è una adeguata normativa per l'organizzazione delle attività psicologiche nel Sistema Sanitario. La normativa nasce dalle evidenze scientifiche sulla efficacia ed efficienza, intesa come rapporto costi/benefici, degli interventi psicologici, occorrono, però, adeguati modelli operativi e organizzativi perché il diritto dei cittadini all'assistenza psicologica abbia risposte adeguate e concrete. È necessario quindi che Stato e Regioni facciano dei passi coerenti in questo senso per dare attuazione ai nuovi LEA in campo psicologico. Per quanto riguarda, invece, i bisogni, i nuovi LEA traggono motivazione dalla presa d'atto di un aumento significativo dei problemi psicologici in molte fasce della popolazione. È ormai riconosciuto che la mancata risposta o una risposta inappropriata magari di tipo medicalizzato o esclusivamente farmacologico, porta all'aggravamento delle situazioni con la comparsa o l'insorgenza di disturbi e malattie sia sul piano psichico che fisico. Il mancato intervento psicologico si traduce in costi sia per le persone che la società.
In Italia esistono diverse esperienze sistematiche di misurazione degli outcome della Psicologia sia nei servizi pubblici che nel privato. L'Ordine degli Psicologi, inoltre, a livello nazionale ha varato anche un Programma Valutazione Esiti in Psicologia per diffondere la cultura della valutazione, la formazione e la messa in rete delle principali esperienze in atto. A che punto siamo?
L'Ordine Nazionale si è impegnato alla diffusione di una cultura della valutazione degli esiti sia attraverso iniziative di sensibilizzazione e formazione, ma anche attraverso la messa a disposizione di banche dati scientifiche. A questo proposito il C.N. ha attivato un accordo con la banca dati EBSCO che consentirà a tutti gli iscritti all'Ordine di poter accedere ad alcune centinaia di riviste scientifiche di livello internazionale. Ancorare di più la Psicologia alla cultura delle evidenze e della misura degli esiti, si rivela importante per dimostrare il valore delle attività psicologiche. Vorrei inoltre sottolineare che misurare gli esiti delle attività psicologiche nei vari contesti, è molto più facile e semplice di quello che la maggior parte dei colleghi pensa.
Negli ultimi anni si è evoluta l'attenzione a ruolo, contributi, richieste, esigenze, esperienze, opinioni, giudizi dei pazienti. Il punto di vista di chi utilizza i servizi sanitari, il Patient-reported outcome, che peso con i nuovi Lea e per la Psicologia in generale?
I dati di cui disponiamo, ci dicono che i pazienti hanno un gradimento molto elevato degli interventi psicologici. Questo è il caso tipico in cui c'è prevalenza della domanda nel pubblico rispetto all'offerta. Credo inoltre che gli psicologi possano dare un grande apporto ai processi di umanizzazione delle cure sanitarie anche attraverso la rilevazione della soddisfazione degli utenti, attività che spesso viene banalizzata con dei questionari che appaiono più un mero adempimento burocratico che non un tentativo di cogliere opinioni.
Gli Ecm nel 2002 e la Formazione continua per i professionisti dieci anni dopo, nel 2012. Nel 2017 quali sono le prospettive per gli psicologi?
Gli psicologi hanno certamente la necessità di avere una cornice di riferimento per una formazione più certa ed adeguata. Mi riferisco al fatto che la mancata approvazione del DDL Lorenzin non ci fornisce certezze sulla applicabilità del sistema ECM a tutta la professione, con il rischio di dover avere due sistemi di riferimento. L'auspicio è pertanto che questo tema possa riaprirsi al più presto. Ciò non toglie che gli Ordini e la comunità professionale siano impegnati in una crescente attività di formazione e aggiornamento che credo sia uno dei tratti distintivi della professione. Aggiungerei che avremo altre opportunità con la formazione a distanza per la quale si impegneranno anche il CNOP e l'Ordine nazionale.
Ordine degli Psicologi della regione Abruzzo

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