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Focus

Cari iscritti,
In concomitanza della pubblicazione online del nuovo sito dell’Ordine, abbiamo avviato un nuovo piano di comunicazione integrato (web e social media) che presuppone un livello più efficace e diretto di comunicazione con gli iscritti. L’intento è, da una parte, quello di mettere sotto i riflettori le attività dell’Ordine, dall’altro di creare maggior senso di colleganza e condivisione delle azioni di promozione della professione. In particolare, abbiamo deciso di creare una nuova sezione chiamata “Focus” che mira all’approfondimento di particolari tematiche pertinenti la professione o aree di interesse che intendiamo sviluppare. Si tratta di una sezione che raccoglierà diversi punti di vista su ambiti diversi della professione e che permetterà di rafforzare l’identità professionale anche attraverso il confronto continuo con altre professioni. La strutturazione di ogni Focus prevede un tema centrale o un ambito della professione o un evento (che rappresenta il target di interesse) e una serie di interventi ad esso collegati con lo scopo di stimolare la discussione e fornire dettagli utili per l’iscritto in termini di approfondimenti iniziali, in itinere e a conclusione dell’evento stesso. In questo modo intendiamo offrire all’iscritto e a quanti consultino il nostro sito web una nuova prospettiva nata dall’incontro di elementi fondanti la nostra professione e le diverse traiettorie che essa può percorrere. Con riferimento all’art. 5 del nostro codice deontologico che cita…”Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici…”, crediamo inoltre che ogni Focus possa rappresentare uno strumento in più anche in questa direzione. Lo scopo ultimo è quello di disegnare un “profilo” della professione in continuo aggiornamento e ci auguriamo che questa iniziativa possa rappresentare un volano per altre attività social.
Buona lettura.

Il delegato alla cultura e formazione prof. Nicola Mammarella

Urla sessiste ed insulti contro il capitano della Sea wacht

Urla sessiste ed insulti contro il capitano della Sea wacht

L’intervento del Presidente dell’Ordine degli Psicologi d’Abruzzo, Dott. Tancredi Di Iullo.

“Non c’è nulla di più nobile che riuscire a catturare l’attenzione delle persone con la parola, indirizzarne le opinioni, distoglierle da ciò che è sbagliato e condurle verso ciò che apprezziamo. Questa è l’unica dote che ha sempre ottenuto riconoscimenti e valore presso tutti i popoli liberi e soprattutto negli stati governati in pace ed in equilibrio

Cicerone

Così scriveva nel trattato De oratore (I, 30-32), Marco Tullio Cicerone, morto nel 43 a.C. . Un passo che fa riflettere dopo gli insulti sessisti proferiti nei confronti di Carola Rackete, capitano della Sea wacht. Dopo 17 giorni in mare, è attraccata al molo commerciale di Lampedusa senza autorizzazione preventiva, invocando lo stato di necessità. Per questa scelta è stata insultata pesantemente e in modo volgare e sessista da persone li convenute.

Il valore del tempo libero

Il valore del tempo libero

Il valore psicologico del tempo libero e della noia nella società del “tutto e subito” Quando annoiarsi fa bene

La sveglia suona prima delle otto come ogni mattina. La scuola è finita da qualche giorno, la routine in casa è però sempre la stessa. “Svegliati, dobbiamo andare a lavoro, siamo in ritardo”. Parole gridate, urlate, perché dolcezza, ragionevolezza e toni pacati non sembrano efficaci quando si hanno i minuti contati ed i figli sembrano non capire. Vacanze? Per molti bambini sono un miraggio. Nelle prossime settimane non avranno compiti da svolgere il pomeriggio, fatta eccezione per il temuto quanto odiato “libro delle vacanze” che per molti, nonostante i rimbrotti della mamma, resterà chiuso sulla scrivania fino ai primi giorni di settembre, prima della “maratona di dieci pagine al giorno per finirlo”. La loro quotidianità sarà comunque scandita da orari ed impegni che faranno rimpiangere la settimana scolastica. Centro ricreativo al mattino, oratorio, poi attività sportiva perché lo sport fa bene, merenda con qualche amico, di corsa al supermercato perché il frigo è vuoto e c’è la cena da preparare e poi una miriade di altri impegni per riempire le giornate dei propri figli e in qualche caso anche delle baby sitter o dei nonni che dovranno accompagnarli da una parte all’altra della città. Per tanti genitori che lavorano, la chiusura delle scuole rappresenta un serio problema logistico oltre che organizzativo. E per chi non lavora, i verbi “organizzare” e “riempire” sembrano comunque gli unici del vocabolario, quasi un imperativo categorico. Conciliare orari, ferie e la routine domestica, insomma tutto, non è semplice. Riempire però le giornate dei propri figli, organizzarle con orari ed impegni serrati da far impallidire il general manager di una grande multinazionale è giusto? A chiederselo e a chiederlo alle famiglie sono soprattutto gli operatori nel campo della salute.

Il male di vivere: gli eccessi dell’arte Quando la provocazione non ha limiti

Il male di vivere:  gli eccessi dell’arte Quando la provocazione non ha limiti

Metà degli anni Settanta, twitter e post non viaggiano alla velocità di un clic del mouse ed un like non determina lo ius vitae necisque. Nessuno sa ancora nemmeno cosa siano. Ci sono però i follower e gli hater. Quelli non sono mai mancati, ogni epoca storica li ha chiamati in un modo differente: contestatori, sostenitori, provocatori. Sono sempre stati e continuano ad essere lo specchio della società del proprio tempo. Nello Studio Morra di Napoli, l’artista serba Marina Abramovic sconvolge l’opinione pubblica con Rhytm 0. Su un tavolo davanti a lei sistema fiori, strumenti di tortura, corde, acqua ed una pistola carica. Per sei ore si mette a completa disposizione del pubblico che può utilizzare, in ogni modo, tutti gli strumenti o oggetti sul tavolo.

Immobile, inerme, impassibile, l’artista entra in contatto direttamente con i visitatori. Durante le prime ore non succede nulla. Ad un certo punto, però, i presenti iniziano a perdere il controllo: le tagliano la pelle con delle lamette, le succhiano il sangue, la spogliano, uno mette nella sua mano la pistola puntandola contro il suo collo. Lei si ritrova così sfregiata, denudata, con i vestiti strappati fin quando questa provocatoria performance che rischia di sfociare in tragedia, non viene fermata. Dopo essersi misurata con il proprio autocontrollo e con la resistenza al dolore, la Abramovic si rende conto che il pubblico può davvero uccidere l’artista e non solo in senso metaforico. Arriva alla conclusione che l’uomo è portato ad approfittare della vulnerabilità degli altri per esercitare controllo e violenza, però poi prova vergogna. Alla fine della performance, infatti, nessuno riesce a sostenere il suo sguardo mentre passa. Spingersi all’estremo, andare al di là dei propri limiti e di quelli imposti dalla morale comune è il senso di Rhytm 0 della Abramovic. Ma è anche la nostra quotidianità che purtroppo ogni giorno rimbalza da una parte all’altra del mondo su media e social, tanto che le notizie di sopraffazione e violenze, fisiche e verbali, in strada, nelle scuole, negli stadi, nelle case sembra che talvolta non facciano più notizia.

L’interazione uomo-macchina: un nuovo spazio per la psicologia

L’interazione uomo-macchina: un nuovo spazio per la psicologia

E’ di qualche giorno fa l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera sulle professioni del futuro.
Tra queste c’è anche la psicologia nell’ambito delle applicazioni human-computer interaction. Gli studi sull’interazione uomo-computer e uomo-macchina stanno infatti facendo passi da gigante. Grazie all’intelligenza artificiale l’introduzione dei robot nella nostra vita sta diventando una realtà.

Quando l'originale è un falso: i ricordi sono affidabili?

Quando l'originale è un falso: i ricordi sono affidabili?

Si è concluso da pochi giorni il Festival della Scienza (Focus Live) organizzato dalla rivista Focus presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano nei giorni 8-9-10-11 novembre. Il prof. Nicola Mammarella, è stato invitato a portare un contributo dal titolo Memoria: quando l'originale è un falso: Le memorie sono inaffidabili?

La Psicologia: Scienza Una E Unica

La Psicologia: Scienza Una E Unica

Il prossimo 18 febbraio 2019 la nostra giovane professione compirà il trentesimo compleanno. Sono trascorsi ormai circa tre decenni dalla Legge 56/89 di Ordinamento della professione di Psicologo e tra mille difficoltà e fatiche gli organismi istituzionali di governo della professione e l’intera comunità professionale hanno cercato in tutti i modi e in ogni contesto di promuovere e tutelare la nostra professione.
Qualcosa poteva essere fatto meglio, altro è stato fatto bene.
Il Documento che si propone, nelle intenzioni, vuole proiettare lo sguardo al futuro traendo insegnamento dalla propria memoria storica

Evidenze in psicologia

Evidenze in psicologia

PSICOLOGIA È SCIENZA

L’assunto fondamentale per parlare di Evidenze, è che la Psicologia è una scienza e quindi, in quanto tale e come tutte le discipline scientifiche, deve essere supportata da prove per certificare l’efficacia di un trattamento. Il moderno metodo scientifico poggia le sue basi nelle “certe dimostrazioni” e nella “sensata esperienza” di Galileo Galilei, secondo il quale l’intelletto umano, sorretto da un metodo rigoroso poteva giungere alla conquista di verità incontrastabili attraverso osservazione-ipotesi- sperimentazione fino all’ultimo step, ovvero la formulazione di una legge applicabile a tutti i casi simili. Per quanto riguarda il campo psicologico, è negli anni ’80 che si comincia a parlare di terapie basate sulle evidenze (Evidence-based therapy) per indicare quelle terapie efficaci in maniera significativa su un elevato gruppo di persone ed in svariati contesti clinici.

Arte e/è rigenerazione

Arte e/è rigenerazione

Arte e rigenerazione ovvero arte è rigenerazione. “E” congiunzione e allo stesso tempo “è” voce del verbo essere danno l'esatta misura del progetto #cittàdelfuturo che vede in prima linea l’Ordine regionale degli psicologi impegnati a dare nuova vita agli spazi urbani con ingegneri ed architetti. Alla ricostruzione "ufficiale" destinata a cambiare il volto delle periferie, l’Ordine presieduto dal dottor Tancredi Di Iullo, ha pensato di affiancare una ricostruzione "non ufficiale" proiettata verso il futuro e contemporaneamente trait d’union con il passato scegliendo di restaurare un’opera d’arte in un luogo simbolo per gli abruzzesi, L’Aquila, devastata dal rovinoso sisma del 2009. La scelta è ricaduta su un olio su tavola che raffigura il Beato Vincenzo dell’Aquila attribuito a Saturnino Gatti insieme al Sacello - Urna. Un gesto solidale e contemporaneamente etico e culturale, come sottolineato dal presidente DI Iullo. La città, L’Aquila in primis, non è infatti solo un insieme di elementi architettonici, è un tessuto vivo formato da elementi sociali, economici, storici e culturali. Una città, prima che da edifici è fatta da persone che vivono insieme e la sua forza e la sua essenza passano attraverso la consapevolezza che esse hanno del luogo in cui abitano. Quando il cittadino non percepisce più la città soltanto in relazione alla sua funzione d’uso ma da un punto di vista emozionale, si lega maggiormente a lei. Il rapporto città- arte sta diventando di crescente interesse e la creatività si sta ritagliando un suo ruolo nei progetti di rigenerazione urbana. Se il concetto di rigenerazione appare quindi sempre più legato alla bellezza e alla conoscenza, diventa ancora più significativa l’iniziativa dell’Ordine di recuperare un’opera d’arte in un luogo che è stato violentemente privato della sua memoria dal terremoto. Se nelle periferie urbane, #città del futuro deve contribuire a creare identità facendo uscire l’arte dalla sua autoreferenzialità, nel capoluogo abruzzese l’arte aiuta a ricostituire dei legami con un passato tragicamente spezzato. La restituzione del dipinto alla collettività si configura inoltre come un simbolico passaggio del testimone alle nuove generazioni alle quali viene consegnata la conoscenza attraverso la rigenerazione della bellezza.

Professione e promozione: lo psicologo

Professione e promozione: lo psicologo

C’era un monito sul pronao del tempio di Apollo a Delfi, patrimonio della sapienza oracolare. Recitava “Conosci te stesso”, in greco antico Gnothi sautòn, diventato il Nosce te ipsum della tradizione latina. Un invito a conoscere e, allo stesso tempo, a riconoscere i propri limiti. Nella quotidianità come nel lavoro, il percorso di consapevolezza della propria reale identità risulta fondamentale anche per far emergere i propri punti di forza e di conseguenza, per farsi conoscere e riconoscere. Ancora oggi è un pensiero diffuso che chi si rivolge ad uno psicologo non sia “normale”. Questo è solo uno dei tanti luoghi comuni che accompagnano una professione legata a tanti stereotipi come la stanza, il lettino ed il disagio mentale. Gli ambiti ed i settori della Psicologia sono invece molteplici, alcuni hanno una tradizione consolidata, altri sono emergenti. Basti pensare alla Psicologia delle emergenze che in una regione come l’Abruzzo, funestata ripetutamente, negli ultimi anni, da calamità naturali, ha visto e vede ancora in prima linea gli iscritti all’Ordine. Immaginare uno psicologo relegato in uno studio con camice e taccuino, è una immagine da superare. Doveroso, pertanto, porsi delle domande per iniziare un necessario percorso di conoscenza che contribuisca al rilancio e all’accreditamento della professione. Chi è allora lo psicologo? Cosa fa? A chi si rivolge? Quali sono i suoi ambiti di intervento?

Dai campi d'azione al metodo di intervento



Torna il prossimo 14 ottobre, per il terzo anno consecutivo, l’Open day promosso dall’Ordine degli psicologi d’Abruzzo. L’iniziativa si inserisce all’interno della Giornata Nazionale della Psicologia organizzata annualmente dal CNOP e nasce dall’idea e allo stesso tempo dall’esigenza di presentare e aprire la psicologia abruzzese non solo agli iscritti all’ordine ma anche al territorio ed alla comunità perché la professione possa riconoscersi ed essere riconosciuta. La manifestazione sarà dedicata alla presentazione dei campi di azione (Infanzia e Adolescenza, Deontologia, Declaratoria, Atti Tipici, Coterapie, Autismo, Disturbi dell’apprendimento, Neuropsicologia, Psicologia online, Outcomes in psicologia, La Fondazione, Progetto “non lasciamoli soli”) ed alla discussione dei metodi di intervento che hanno visto protagonisti gli psicologi abruzzesi nelle Commissioni, i Gruppi di lavoro ed i tavoli tecnici del Consiglio Nazionale dell’Ordine. Molte problematiche che gli individui si trovano ad affrontare oggi, derivano dai fallimenti della comunità e dei suoi sistemi di interazione e di servizio al cittadino. In quest’ottica l’Open day si configura come un momento di riflessione ma anche di apertura al territorio e alla potenziale utenza poiché esiste una forte interconnessione tra processi psicologici e sociali. L’Open day è un classico esempio di processo bottom- up, dal basso verso l’alto, voluto per comunicare e condividere obiettivi, valori, incrementare la partecipazione dell’utenza facendola sentire parte attiva e stimolandola a pensare creativamente attraverso l’intelligenza collettiva.

Ordine degli Psicologi della regione Abruzzo

L'Aquila: Via G.Carducci 11 - 67100 - L'Aquila
Pescara: Via Lungaterno Sud, 65126 Pescara
Recapiti: Tel. 0862.401022 - Fax 0862.401337
Recapiti: Tel. 085 446 2930
email: segreteria@ordinepsicologiabruzzo.it
Pec: psicologi.abruzzo@pec.aruba.it
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