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“Il neurone bugiardo”: presentato a Pineto il libro di Walter Procaccio

“Il neurone bugiardo”: presentato a Pineto il libro di Walter Procaccio

Neuroscienze e psicoanalisi sono due saperi che condividono solo una breve linea di contatto, il cui studio è decisivo per la gestione clinica della sofferenza. Le psicologhe Daniela Di Sante, presidente A.S.I.P.P. (Associazione studio e intervento della psicoterapia psicoanalitica) e Loredana Aiello ne hanno discusso con l’autore, psichiatra, psicoterapeuta, responsabile della comunità terapeutica “L’Airone” di Orvieto, docente all’ Università di Chieti. La presentazione si è tenuta nel Bistròbottega Bonassì con la libreria La cura.

Dottoressa Aiello esiste una relazione tra psicoanalisi e neuroscienze?
Il libro “Il neurone Bugiardo” (Cronopio, 2019) di Walter Procaccio che abbiamo avuto il piacere di presentare insieme all’autore si inserisce nel complesso e articolato dialogo tra Neuroscienze e Psicoanalisi. Il sottotitolo infatti recita: “Perchè Neuroscienze e Psicoanalisi non hanno quasi nulla da dirsi”. Sull’avverbio “quasi” si svolge tutta la trattazione perché le due discipline, l’una che tende alla ricerca di ciò che è tipico, l’altra che mira al rilievo della singolarità, sebbene siano considerate incomparabili per via dei propri paradigmi, hanno un punto di contatto che risiede nel doversi confrontare su un caso clinico. L’autore si pone con decisione tra coloro che ritengono che la Psicoanalisi non abbia bisogno di avvalersi delle scoperte neuroscientifiche per avere legittimità di scienza perché si fonda proprio sulla soggettività dell’essere umano.
Dottoressa Di Sante, quali sono le dinamiche che si innescano quando psicologo/psicoterapeuta e paziente si incontrano?
L’incontro tra psicoterapeuta e paziente è sempre unico ed irripetibile: ad incontrarsi sono due persone con mondi interni, vissuti emotivi, sensazioni, pensieri. W. R. Bion sosteneva che, dentro la stanza d’analisi, quando paziente e terapeuta si incontrano per la prima volta, ci dovrebbero essere due persone piuttosto spaventate. Il terapeuta da parte sua dispone dell’essersi esercitato a “lavorare” anche con parti “spaventose” di sé e dell’altro. Credo che la relazione terapeutica sia uno strumento fondamentale per entrare in contatto con il mondo interno del paziente aiutandolo nel difficile lavoro di poter acquisire maggiore consapevolezza sul proprio funzionamento, riuscendo così ad ottenere un senso di autenticità e padronanza.
Dottoressa Aiello, nella prassi clinica quali sono gli aspetti più importanti per lo psicologo/ psicoterapeuta?
Gli aspetti centrali nella prassi clinica di uno psicologo, psicoterapeuta, a mio parere comprendono, citando liberamente e un po’ parafrasando Stefano Bolognini, ex presidente della International Psychoanalitic Association, la conoscenza di sé e del proprio funzionamento, la supervisione dei casi clinici con terapeuti più esperti, lo studio e l’approfondimento dei modelli teorici e la partecipazione attiva alla vita scientifica della società di psicoterapia della quale si fa parte.
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